Condividi l'articolo Il figure running: una forma di virtuale Land art, in cui correndo si disegnano con i propri percorsi grandi figure: ...
Sono tuttora fonte di meraviglia le grandi figure di animali scolpite sul terreno roccioso dell'atopiano desertico di Nazca in Perù. Un autentico rompicapo: tutti gli studiosi che si sono cimentati con queste figure convengono che sarebbe stato ben difficile realizzarle senza aver euna visione d'insieme, dal momento che a livello del suolo si ha solo una visione parziale e parcellare di ciò che si sta facendo. Tutte le ipotesi delle grandi figure di Nazca portano alla fine alla messa in campo di tecnologie aliene (da Kolosimo in poi). Il Il Figure Running di cui parla Matteo Bittanti nel suo post, in fondo, ci consente di immaginare un modo moderno di realizzare (questa volta in modo puramente virtuale) con l'ausilio dei satelliti geo-stazionari delle grandi figure stilizzate nel contesto delle grandi metropoli, realizzando il loro profilo con i propri piedi che diventano, per la realizzazione di tali opere di land art virtuale, dei veri e propri pennelli.
( Matteo Bittanti, da Mister Bit, 4 gennaio 2012) Correre è un'arte. Un'arte performativa che trasforma il corpo del corridore in un pennello e il territorio in un'enorme tela. Fare jogging significa tracciare linee invisibili per le strade, nei campi, nelle città, nelle campagne. Linee che diventano visibili nel momento in cui il corridore diventa cyborg, ovvero espande la propria corporeità - in senso mcluhaniano - per mezzo di un dispositivo GPS. Questa, in estrema sintesi, la filosofia del figure running.
Ma in cosa consiste, esattamente? Semplicissimo. Prima di dare inizio a una sessione di jogging, il corridore definisce un percorso o un tracciato che, grazie alla mappatura automatica di un dispositivo GPS - per esempio, Nike+, Runkeeper, Garmin e soci - forma una figura o una scritta. Una sorta di Etch A Sketch che usa i piedi anziché le dita per disegnare, mettendo d'accordo cartografia ed esercizio fisico. Se con Kinect, il corpo del giocatore diventa un controller, qui il corpo del corridore funziona come un pennarello virtuale. Se ancora non fosse chiaro, il Figure running è la pratica sportiva paradigmatica del ventunesimo secolo. Una sorta di speed painting fisico: disegnare di corsa, ma non frettolosamente. Dipingere con i propri piedi, sotto l'occhio vigile del satellite geostazionario.
Uno dei principali promotori del Figure running è Willempje Vrins, una trentatrenne di Amsterdam che insegna danza dal 1999 e che nel 2010 ha deciso di mettersi a correre in modo creativo. Vrins documenta da tempo le sue sessioni "artistiche" di corsa e, dopo il successo riscosso con una serie di post su FaceBook (il suo primo "disegno"? Un cuore nel bel mezzo della capitale olandese), lancia un blog insieme all'amica Leonieke Verhoog. Inaugurato nel febbraio del 2011, FigureRunning vanta oggi più di 12,000 utenti disseminati in 82 nazioni. Lo scorso autunno, Vrins ha distribuito un'app per iOS che ambisce a diventare "il PhotoShop della corsa". Anziché calcolare semplicemente il numero di miglia percorse e le calorie bruciate,
FigureRunning trasforma la corsa in un'opera d'arte. Un'arte podistica, ma non pedestre, che combina l'estetica con la statistica, il numero con il colore. Opere d'arte individuali - come attesta questo simpatico cagnolino danese - e collettive - multiplayer, per usare il gergo videoludico - quest'immagine mostra il tracciato di tredici runners per le strade di Berlino. Potete vedere altri disegni nella corposa gallery fotografica che celebra la creatività agonistica dei corridori-cyborg.
Beninteso, il fenomeno non è nuovo. Qualche mese fa avevamo descritto su queste pagine il brillante progetto di YesYesNo per Nike, Nike+ Paint With Your Feet. Ma Figure Running ha tutte le carte in regola per diventare un vero proprio movimento globale, se ci perdonate il pessimo gioco di parole. Il prossimo obiettivo di Vrins e Verhoog? Trasformare il figure running in una disciplina olimpica.
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che
ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata
dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate
e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.
La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.
L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).
Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.
L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...
Il
mio curriculum: sport e non solo
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Statistiche generali della pagina web dalla sua creazione,
aggiornate al 10.01.2013
| Data di creazione | 12/04/2011 |
| Pagine viste | 439 820 (totale) |
| Visitatori unici | 266 511 |
| Giornata record | 22/04/2012 (2 847 Pagine viste) |
| Mese record | 09/2011 (32 745 Pagine viste) |
| Giornata record visitatori unici | 22/04/2012 (1847 vis. unici) |
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| Articoli pubblicati | 2959 |
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