Condividi l'articolo Intervista a Pietro Trabucchi. "Correre con la mente...": alcuni consigli per chi correrà il Tor des Géants il prossimo settembre: Quella che s ...
Quella che segue è un'intervista con Pietro Trabucchi, psicologo ed esperto di psicologia dello sport, soprattutto nell'ambito dei meccanismi
mentali su cui si fonda la resistenza nelle gare di endurance. E' autore di numerosi studi scientifici e divulgativi in materia, tra i quali - in particolar modo - si ricorda l'ultima opera è
"Resisto, dunque sono. Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress" (Corbaccio, 2007), in cui alla luce di alcune
esemplificazioni - casi paradigmatici di sportivi di endurance in diverse discipline sportive - sviluppa il concetto della "resilienza", come pilastro fondante della resistenza mentale negli
sport di lunga lena. L'intervista è stata diffusa dall'Ufficio Stampa "Omnia Relations"
Mens sana in corpore sano. Mente sana in corpo sano, così dicevano gli antichi romani. Ma quando il
corpo viene spinto oltre ai limiti consentiti cosa accade? Come reagisce la mente? Una risposta a queste domande la danno gli studi effettuati da Pietro Trabucchi, professore incaricato all’
Università di Verona e psicologo delle squadre Nazionali Italiane di ultra –maratona.
Con il suo team di ricercatori ha condotto indagini sui partecipanti al Tor des Géants, la gara di endurance trail più dura al
mondo (330 km di sentieri alpini, 24.000 metri di dislivello positivo). Allenamento costante e multidisciplinare, mente allerta e conoscenza profonda di se stessi sono i segreti che rendono gli
uomini e le donne dei “giganti” al Tor, ma sono anche abitudini utili per chi “corre” la vita di tutti i giorni.
Nella breve intervista che segue, Trabucchi dà alcuni consigli agli atleti che parteciperanno alla seconda edizione
dell’ultra-maratona lungo le due Alte Vie della Valle d’Aosta, in calendario dall’11 al 18 settembre 2011. Suggerimenti validi anche per chi, meno super-eroe, si vuole cimentare nei Mini Tor,
versione light del celeberrimo Tor des Géants.
Quale allenamento
fisico e psichico consiglia a chi voglia cimentarsi nel Tor? E quale per un Mini Tor?
“Il Tdg richiede una lunga preparazione atletica unita all’esperienza: è soprattutto una gara di gestione delle proprie forze e
dei propri limiti. Il training atletico può essere affrontato da tanti punti diversi, non esiste una tabella standard: si può arrivare preparati con alle spalle molti chilometri di corsa, ma
anche avendo usato la multidisciplinarità (mountain-bike, sci alpinismo, trekking etc..) o con un passato di camminatori di lungo corso in montagna. Il Mini Tor richiede secondo me un po’ di
attitudine a faticare, spirito di adattamento e un minimo di gite e trekking nelle gambe”.
Come capire quando fermarsi, quali sono i proprio limiti?
“Non c’è una ricetta. Lo si capisce verificando con curiosità e assiduità le proprie capacità, incamerando esperienze gradualmente
sempre più sfidanti. Si comincia da piccole gite e si apre un mondo, si può andare sempre più in là”.
Quali sono i benefici dello sport per la mente? In particolare per chi corre/cammina in
montagna?
“Lo sport –per contratto –pone in relazione con sfide e difficoltà, cose da cui società moderna tende sempre più ad allontanare.
L’attività fisica rinforza la capacità di generare e perdurare a lungo la motivazione (quello che oggi chiamiamo “resilienza”) impegnandosi su degli obiettivi concreti. L’attività in montagna
stimola poi il piacere di farcela, il senso di auto-efficacia, diverso dal piacere di vincere, perché è radicato nel nostro passato di specie immatura (incompleta dal punto di vista
cerebrale) e che deve adattarsi all’ambiente. E’ quindi un piacere profondo, legato alla sopravvivenza e radicato nell’origine biologica dell’uomo. Camminare e muoversi nell’ambiente naturale,
inoltre, pone in contatto con una serie di elementi “perduti” od offuscati nella vita quotidiana: i ritmi naturali (giorno-notte), la fatica, la percezione dei grandi spazi, la propriocezione del
corpo in movimento”.
Che effetti ha l’alta quota sulla mente?
“Sulle Alpi non vi sono effetti perché l’ipossia è modesta, essendo un’ “alta quota” relativa che mediamente rimane poco sopra i
2.000 con picchi di 3000-3.300 metri. I centri specializzati come l’Ambulatorio di medicina di montagna di Aosta hanno infatti registrato casi rarissimi di patologie cerebrali legate al trekking.
Siamo lontani dalle quote che raggiungono le escursioni in Sud America, in Tibet o Nepal. Nel caso del trekking alpino l’attività fisica procura su lungo periodo dei benefici notevoli. La modesta
ipossia stimola un adattamento del corpo in senso positivo, non è uno stress brutale come accade a quote più elevate”.
Quali cibi consiglia di mangiare/bere per affrontare un Tor? E per un Mini Tor?
“Per gli atleti nel pieno dello sforzo sono necessari carboidrati a rapida assimilazione (zuccheri come quelli contenuti negli
appositi gel per sportivi), ma anche grassi e proteine ( insaccati e formaggi). Suggerisco, appena sia possibile, di digerire con relativa calma qualcosa. Per chi affronta un Mini Tor con la
possibilità di fermarsi nei rifugi e assimilare i cibi con tranquillità è consigliabile un pasto completo ed equilibrato. Durante il cammino si può assumere frutta secca”.
Quante calorie circa brucia un’atleta uomo che compie il Tor? E una donna?
“A seconda del ritmo, delle soste, delle ore di attività e della temperatura ambientale siamo arrivati a osservare un consumo di
oltre 8000 calorie al giorno. La quantità non è determinata tanto dal genere, ma soprattutto dalle dimensioni fisiche dell’atleta. Per cui in termini assoluti le donne non bruciano
differentemente dagli uomini. Ci sono poi delle piccole differenze relative al bilancio ormonale, ma in sforzi così lunghi uomini e donne bruciano tutte le risorse possibili e come
possono”.
Ci sono persone a cui è sconsigliato intraprendere un Mini Tor?
“I soggetti che hanno un’indicazione medica specifica in tal senso, ma ritengo siano veramente una minoranza. Si tratta in genere
di individui con in atto qualche problematica medica in acuto. In compenso questo tipo di attività “slow” ha un grande valore preventivo e perfino riabilitativo valido per molti”.
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che
ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata
dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate
e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.
La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.
L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).
Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.
L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...
Il
mio curriculum: sport e non solo
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Statistiche generali della pagina web dalla sua creazione,
aggiornate al 10.01.2013
| Data di creazione | 12/04/2011 |
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| Mese record | 09/2011 (32 745 Pagine viste) |
| Giornata record visitatori unici | 22/04/2012 (1847 vis. unici) |
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