Quello che segue è il racconto di Gregorio Zucchinali che ha partecipato alla 24 ore di Milano dello scorso 11-12 giugno.
Una partecipazione che deriva dalla sua passione per le ultramaratone, nei panni di Segretario dell'Associazione Runners Bergamo, presente compatta a questa prima edizione della neonata ultra milanese e di quelli di Presidente della IUTA (l'Associazione che si occupa della promozione e dello sviluppo delle ultramaratone in Italia). In entrambi le vesti, Gregorio Zucchinali ha fatto da testimonial di prestigio, rivelando di possedere la dote della coerenza interiore che gli rende possibile di occuparsi al meglio del movimento delle ultramaratone in Italia, perchè è lui il primo ad essere un praticante delle ultra, dimostrando con la sua voglia di mettersi in gioco di essere delle ultramaratone appassionato divulgatore, con il ragguardevole risultato di 140 km percorsi.
In corso di gara, abbiamo subito ben due nubifragi, uno anora nelle primissime fasi della 24 ore e un secondo, poco dopo la partenza della 6 ore.
Correre così non è certo stato il massimo e, in effetti, la performance di Maria Ilaria Fossati è stata davvero magnifica. Gli altri Runners Bergamo presenti hanno fatto il possibile ma non è stato affatto facile.
Durante i nubifragi, c’erano dei punti - pur brevi – in sterrato in cui sembrava di correre in un fosso pieno d’acqua…
Il correre sotto il diluvio per ben due volte ed uscirne tutto sommato bene mi ha fatto decidere poi di camminare velocemente dopo i primi 50 km che ho passato bene e “tirare” il freno nelle ultime due ore della 24 in modo da nondover tornare a casa del tutto distrutto.
Da notare che i tre RB accreditati alla vittoria della 24 ore - e cioè Remo Lavarda, Luca Sala, Valerio Fatatis si sono dovuti fermare per problemi muscolari non di poco conto e che il vincitore Vito Intini ha dovuto rallentare sempre a causa di problemi muscolari, mentre il secondo arrivato che aveva superato i 194 km nella 24 ore di Torino e voleva correre almeno 200 km in preparazione di una 48 ore, ha avuto gli stessi problemi.
Il risultato di Luciano Micheletti malgrado l’aggressione subita è considerevole e rappresenta un magnifico
La location per ospitare la manifestazione è uno dei posti più belli di Milano in fatto di verde, un po’ meno di notte a causa della mancanza di illuminazione.
In effetti, fino ad una certa ora il percorso è stato ben presidiato. Poi,verso le 4.00 del mattino, la tensione si è allentata e sono arrivati i deficienti.
I Road Runners di Milano sono un gruppo di 900 atleti e ritengo che posseggano senz’altro le potenzialità per organizzare al meglio la prossima edizione, tenendo conto del fatto che, nelle ultra, ci sono tempistiche e modalità specifiche nella logistica organizzativa, che non sono esattamente sovrapponibili a quelle delle gare su distanze più brevi.
Per la cronaca, c’era un pezzetto di strada con sabbia fine che ti entrava nelle scarpe ;per chi ha provato sa cosa significa correre come sulla carta vetrata ma già che c’eravamo abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità fare.
Ringrazio Annette Aarts per i due giri trascorsi in compagnia e tutti quanti per il supporto
Non è cosa da poco conto sapere che non corri da solo.
Mi sono dissetato con birra Becks - nella foto l'etichetta è coperta per non fare pubblicità – rigorosamente proveniente dalla mia borsa termica
Quella fornita dell’organizzazione era la Franziskaner che – devo ammetterlo - non è tra le mie preferite forse perché’ preferisco le birre da malto (ma questa è forse una mia fissa del momento)
Ero rimasto stupito anni fa dall’appendere che alle prime edizioni della 100 km del Passatore i Russi - che, ai tempi delle vittorie conseguite dal mitico Kononov, erano della 100 tosco-romagnoli gli autentici mattatori - bevevano birra ed arrivavano egualmente nelle prime posizioni: anzi, qualcuno adombrava il sospetto che vincessero proprio per questo.
Ora va di moda il glucosio diluito al 5 o 8 %, ma non è la stessa cosa
A chi mi chiede poi dopo una ultra come alimentarsi consiglio sempre un buon gelato. Inutile dire di non imitarmi!
C’era una ragazza polacca (Anna) di una staffetta che, mentre correvo (si fa per dire), mi si è affiancata e si è complimentata con me per il fatto che, quando sono arrivati i primi RB per la 6 ore e mi hanno chiamato, io non abbia esitato a ritornare sui miei passi per salutarli, senza curarmi dei metri persi.
Ritengo che ci siano dei momenti di una vita sportiva in cui valga la pena competere al meglio ed altri in cui solo il correre a lungo più o meno lentamente diano una dimensione più accettabile del proprio modo di intendere lo sport. Ma questa è un’altra storia


Perchè ho dato alla mia pagina questo titolo?
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho
creato, con titolo simile ("








